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Battles - Gloss Drop

Author Administrator
Thu 14 Jul 11
68.0 / 100
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Battles - Gloss Drop

Primo album dei Battles dopo l'uscita dal gruppo da parte di Tyondai Braxton, vecchia "voce" della band. Proporre un album di livello da dover confrontare con quel mezzo capolavoro che fu "Mirrored" non è di certo un'opera di poco conto. "Gloss Drop" è un album sicuramente particolare, meno del suo predecessore, ma comunque particolare. Per ovviare all'assenza di Braxton, i Battles puntano su ben 4 collaborazioni, che in parte snaturano il suono della band (anche se bisogna considerare l'ipotesi di una nuova direzione musicale). E' il caso, ad esempio, del singolo "Ice Cream". Canzone piacevole, orecchiabile, addirittura estiva, ma ben lontana da cio' che ci si puo' aspettare dai creatori di "Tonto". La stessa lontananza dalla vecchia strada la si nota in "Sweetie & shag", bel brano al quale collabora Kazu Makino, cantante dei Blonde Redhead. Non è da escludere un suo utilizzo come secondo singolo del cd, grazie alla sua maggiore "facilità" di ascolto. Dicevamo che le collaborazioni sono 4: in "My machines" sentiamo la voce di Gary Numan, pioniere della musica wave/synthpop. Il brano ricorda un po' i Nine Inch Nails, con le dovute differenze del caso. Nel brano di chiusura "Sundome", i Battles si avventurano invece in una sorta di reggae orientale con l'ausilio di Yamantaka Eye, cantante noise giapponese. I brani migliori li troviamo quando i Battles fanno i Battles: "Futura" e "Inchworm" riescono a creare ambientazioni particolari (la seconda porta dritti in un luna park... basta chiudere gli occhi) senza pero' eccellere. "Wall street" merita una menzione: ho provato ad interpretarla paragonandola ad una giornata a Wall Street: ritmo frenetico e caotico fino a metà giornata, parentesi di relax per la pausa pranzo (a metà canzone il ritmo cala e diventa rilassante), ripartenza a mille per il pomeriggio... e quando gli scambi finiscono, rimane il silenzio di fine giornata. Provate a riascoltare il brano in quest'ottica, o createne una vostra. Nel disco, comunque, non mancano pezzi di qualità. Oltre alla sopraccitata "Wall street", "Gloss Drop" ha un notevole picco con "Africastle", in perfetto stile Mirrored, e durante "White Electic", a nostro modo di vedere forse il pezzo piu'bello dell'intero album. L'impressione finale è che questo sia un disco di transizione. Si ascolta e anche bene, ma manca qualcosa... Quel qualcosa, probabilmente, é il tocco di Braxton e le collaborazioni non bastano a riempire il buco creativo lasciato dal "non-cantante".

Voto: 68 / 100



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