Machine Head - Unto the locust
Author Enrico A.
Tue 27 Sep 11
N/A
Machine Head - Unto the locust
Molto difficile parlare di Unto The Locust. I motivi di questa difficolta' sono da ricercare nel cambiamento quasi radicale portato da Flynn e soci nel loro ultimo album. Per i fan di vecchia data questo risulta un ritorno alle radici, un ritorno che pero' brucia tutti quei rami innovativi che hanno contraddistinto la band negli ultimi anni. Appare evidente fin dalla opening "I am hell" che le sonorita' crossover e i riff nu metal non rientrano piu' nei piani. Riff alla Slayer e canzoni di 7 minuti di media con interminabili assoli sono la testimonianza che ci si trova davanti a qualcosa che é possibile considerare di "nicchia". Negli ultimi anni i Machine Head hanno agglomerato fan di svariati generi musicali proponendo incroci tra metal old school e sonorita' piu' moderne, il tutto reso "facile" dal talento di Flynn capace di passare con maestria tra ogni tipo di sonorita'. La scelta per questo album ricade invece totalmente sul metal dei riff furiosi e prolungati tanto cari a band molto meno propense a compromessi. Ho gia' citato gli Slayer ma il motivo e' semplice: questo album suona come un album degli Slayer e i vari intermezzi melodici servono solo a rafforzare il suono e reggere 7 minuti. Tecnicamente l'album e' superbo e la fusione a livello di band forse non e' mai stata cosi' precisa ma per quanto sia decisamente suonato su alti livelli risulta un album difficile da ascoltare. Difficile quantomeno per chi adora i Machine Head anche in virtu' della loro vena alternativa che qui viene del tutto e nettamente messa fuori. I Machine Head degli esordi d'altronde erano di questo stampo e dopo anni di varie sperimentazioni evidentemente avevano voglia di ritornare alle origini.. Il problema sta' nel fatto che quando sei agli esordi tutto cio' che fai e' spontaneo e serve a darti un impronta che quasi inevitabilmente nel corso degli anni cambia e troncare di netto dopo 10 anni fa risultare l'album quasi un prodotto da laboratorio. Costruito perfettamente, suonato perfettamente, ma freddo e preciso come una sala operatoria. Per concludere, i puristi i fan degli esordi e gli amanti di un certo tipo di metal sicuramente andranno a nozze con questo Unto the Locust ma per chi ama i Machine Head sopratutto per come sono cambiati negli anni risulta un album veramente troppo difficile da accettare. Peccato avrei voluto amare con tutto me stesso questo attesissimo album ma davvero non ci riesco.
Voto: 65
/ 100
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